La sempre fenomenale Michela Vittoria Brambilla, presidente dell'Associazione Nazionale Circolo della Libertà e probabile succeditrice, secondo alcuni, di Silvio Berlusconi alla guida di Forza Italia ha recentemente dato alla luce un nuovo canale televisivo. Forse ritenendo che, passando direttamente alle tv pur senza fare la palazzinara o assumere stallieri mafiosi, si potesse comunque emulare la carriera del Grande Capo.
Il vizio di dire una cosa un giorno e il contrario della stessa il giorno dopo, però, è un marchio di fabbrica. Così, poco prima di aprire il nuovo rubinetto mediatico, ha affermato sulle pagine del Corsera del 9 giugno 2007:
«La nostra sarà una tv per la gente e fatta dalla gente. I politici hanno già tanti palcoscenici: la nostra idea è dunque quella di creare una piazza mediatica per le persone comuni, perché possano finalmente far sentire la loro voce.
E, difatti, il quotidiano di via Solferino riporta come titolo: "I politici? Non da noi"
Quattro ore di diretta sulla rete 862 di Sky (di proprietà del tycoon Murdoch, amico dell'on. Berlusconi) in cui dare voce alla gente ma, per carità, non si parli di "populismo": come afferma la Brambilla, è un concetto "vecchio di almeno dieci anni". Sarebbe bello se scoprisse che, invece, l'anticomunismo propugnato dal suo leader è un concetto riesumato dalla fossa. Ma non è questo l'argomento.
Infatti, lunedì 11 giugno 2007 la Tv delle libertà prende il via ed ecco che l'autosmentita prende forma, per mano dello stesso Maîtrede mensonges. Dal Corsera del 12 giugno 2007:
E infatti nella tv che non vuole politici, a «sorpresa», la telefonata di Berlusconi arriva. «È qui la festa?» esordisce coprendo di complimenti «il nuovo strumento di pluralismo» e la Brambilla. Davvero un imprevisto? Scuotendo la chioma ramata la neoconduttrice confessa: «Me lo aspettavo.»
[Il premier aveva infatti dispensato consigli su sigla e studio ("altro no" afferma la Brambilla)]
La risposta della conduttrice, stando al commento di Aldo Grasso, è "La festa è appena cominciata", congratulandosi dell'improvvisata. Ma probabilmente parlava all'imprenditore, non al politico. Prodigi della schizofrenia berlusconiana o della professionalità brambilliana? Ai contemporanei l'ardua sentenza.